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 La Serigrafia come forma di comunicazione.

occhi ok senza fondo

 

La società moderna ci bombarda  quotidianamente con informazioni  di ogni genere.

Il nostro cervello è portato a selezionare queste informazioni,  lasciando impresse solo alcune di esse.

Gli aspetti grafici in particolare, assumono un ruolo importante nella  comunicazione visiva. La serigrafia e uno strumento utile a supportare quello che vogliamo comunicare..

Il nostro cervello è sicuramente più portato a recepire un’ immagine d’effetto  che viene usata per comunicare qualcosa, piuttosto che un linguaggio verbale a cui siamo normalmente abituati.

Insomma, dobbiamo riuscire a trasformare il nostro pensiero in immagine, così che possa giungere a tutti, anche allo sguardo più distratto.

 

 

 

Le basi della stampa serigrafica

Il procedimento base della serigrafia, è pressappoco simile a quello di uno stencil, (per far comprendere anche al profano di cosa parliamo) con la differenza che l’immagine al posto di essere ritagliata, viene incisa su un telaio, (o quadro di stampa) con i procedimenti che vi illustrerò in seguito vi guiderò step by step, alla realizzazione di una stampa.

–         La Prestampa

Per iniziare, si parte da un computer con il quale creare la pellicola o clichè, tramite stampante laser o inkjet. Volendo fare una cosa artigianale, potete anche disegnare a mano su dell’acetato  usando un pennarello nero coprente.

Ricordate che le pellicole devono essere stampate in nero coprente.

–         Preparazione e incisione telai

Il telaio è costituito da una seta sintetica tesa su di un telaio, denominato “quadro di stampa”, su cui verrà spalmato uno strato di gelatina fotosensibile, tramite l’uso di uno strumento apposito chiamato “vaschetta stendigelatina”.

Esistono vari tipi di telai con trama più o meno fitta, questa si misura in numero di fili che possono variare da 18 a 120 per cmq e oltre.

Se intendiamo stampare un disegno ricco di particolari, ci converrà usare un telaio con elevato numero di fili (es. 120) la stampa risulterà meno coprente, ma molto più precisa e definita.

Illustriamo più in particolare i vari passaggi

1)      Scelta del telaio in base al lavoro che dobbiamo stampare (numero fili per cmq)

2)      Stesura della gelatina sul telaio ( possibilmente  in camera oscura, o comunque non esposti alla luce diretta, essendo la gelatina fotosensibile).

3)      Essicazione del telaio tramite apposito forno a 40° per circa un’oretta  o lasciare a temperatura ambiente in camera buia, per diverse ore a seconda della stagione.

4)      Posizionare la pellicola al contrario sul telaio, in modo che l’immagine risulti al dritto vista dalla parte interna del telaio. (detta anche lato racla)

5)      Mettere tutto dentro il torchio o incisore. Questo è dotato di una lampada UVA a 5000 watt e una pompa di sottovuoto, in modo da far aderire la pellicola e il telaio perfettamente senza che vi filtri la luce. Impostare il tempo di esposizione  (cambia a seconda dei casi) genericamente va  da 1 a 3 minuti con la lampada al massimo della potenza. Questo parametro è influenzato da diversi fattori, come n. di fili del talaio, colore del tessuto, spessore dell’emulsione etc.

6)      Togliere il telaio dall’incisore, (sempre in una camera non esposta alla luce diretta, vi consiglio un neon caldo o se potete una lampadina rossa) e procedete con lo sviluppo che avverrà  in una apposita vasca,  tramite un getto d’acqua con cui andremo a rimuovere la gelatina non fotosensibilizzata perché sottostante alla parte scura della pellicola, perciò soggetta a sciogliersi,  liberando la trama del tessuto nel “quadro stampa”. Se durante lo sviluppo la gelatina non dovesse venir via, vuol dire che l’esposizione è stata troppo elevata, se invece venisse via anche la gelatina al di fuori della pellicola, significa che l’esposizione  è stata troppo breve.

7)       Lasciamo asciugare in forno a 40°, correggiamo eventuali buchi nel telaio con un pò di gelatina e riesponiamolo alla luce.

8)      Creiamo una maschera con del nastro (possibilmente in pvc) tutto intorno al telaio, in modo che non filtri il colore dove non vi è la gelatina, e creando al contempo un rinforzo dove passerà la racla, in questo modo eviteremo un usura precoce.

 

–         La stampa

1)      Montiamo il telaio su una macchina manuale, automatica o su un supporto da noi costruito, sempre lasciando  il lato stampa verso l’alto.

2)      Prendiamo la pellicola, posizioniamola sul piano di stampa la dove vogliamo stampare il disegno, iniziamo dalla pellicola del primo colore. Procediamo abbassando il telaio su di essa in modo da far  combaciare perfettamente pellicola con il  telaio mediate apposite manopole di registro, o spostandolo manualmente. Proseguire con gli altri colori, nello stesso modo illustrato pocanzi.

3)      Stendere sul piano di stampa uno strato di colla, servirà per bloccare il supporto sul quale dobbiamo stampare (usare colla spray o a pennello specifica per tessuti) .

4)      Inseriamo la t-shirt o il tessuto nel piano stampa, in modo che il disegno venga stampato dove abbiamo precedentemente  deciso con il registro dei telai.

5)      Procediamo  con l’aggiunta del colore, questo andrà posizionato al di sopra del disegno, fuori dall’aria di stampa. Con uno strumento chiamato “Racla”, stendiamo sul disegno uno strato di colore leggero, partendo dall’alto e arrivando in basso fino a coprire tutto il disegno. Ora riposizioniamo la racla all’inizio del disegno e tenendola leggermente inclinata tiriamo verso il basso con una pressione adeguata, in modo da consentire al colore di filtrare nelle trame del telaio lasciate aperte dalla gelatina, imprimendo così il disegno sul tessuto  o sul supporto da noi scelto.

6)      Il colore può cambiare a seconda di cosa dobbiamo stampare, (es: Plastisol, acqua, vinilici) per il tessuto vi consiglio il plastisol, non asciuga a temperatura ambiente, non intasa il telaio se lasciamo il lavoro in macchina, perciò renderà il vostro lavoro di stampa più semplice, specialmente  è un inchiostro più adatto  a  chi non ha una grande esperienza, anche se non può essere lasciato asciugare a temperatura ambiente. Diversamente se usiamo colori all’acqua possiamo anche lasciare asciugare le nostre stampe a temperatura ambiente sino a completa evaporazione di tutti gli elementi acquosi e di solvente presenti negli inchiostri di questo tipo, il che può significare anche diversi giorni se non siamo dotati di un forno adeguato.

–   La Polimerizzazione 

La polimerizzazione è la fase finale della stampa. Dopo aver  stampato la nostra T-shirt, dobbiamo asciugarla in modo definitivo e permanente, il tutto avviene in uno specifico forno alla  temperatura di 160° circa,  (se stampiamo con inchiostro plastisol) questa fase è detta polimerizzazione. Se non abbiamo un forno a disposizione questa fase può essere fatta con un semplice termoconvettore, certamente non è un metodo ideale per fare grandi produzioni che necessitano inevitabilmente di un forno.

–    Smontaggio e pulizia

Una volta conclusa la stampa, dobbiamo smontare il telaio, rimuovere il colore avanzato e riporlo nel barattolo per un futuro utilizzo. La pulizia viene fatta usando delle apposite spatole (queste spatole hanno angoli smussati per evitare di rompere il telaio). Una volta rimosso il colore, si passa al lavaggio del telaio tramite la rimozione del colore dalle trame del tessuto, questa operazione si effettua con del diluente per lavaggio quadri serigrafici,  il tutto avviene in un’apposita vasca di lavaggio.

www.ilserigrafocreativo.com